Baryonyx – L’intervista ad una band emergente di Livorno

Baryonyx Intervista

Baryonyx gruppo toscano alternative/electro rock formatosi nel 2007 a Livorno. Scopri qualcosa in più su di loro con quest’intervista e leggendo l’articolo!

Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Ciao e grazie per l’intervista. Siamo i Baryonyx e attualmente produciamo un alternative rock con influenze elettroniche. Il nucleo del gruppo è nato alla fine del 2007 da un idea sia di Matteo (voce) che di Antonio (chitarra) iniziando come duo Pop Rock adolescenziale. L’anno seguente si aggregò al gruppo il batterista Alessio Luchetta e nel 2009 avviene l’esordio con l’EP “Black Out”.
Dal 2010 abbiamo sperimentato nuove sonorità Alternative Rock che hanno poi portato all’uscita del singolo “Pensieri” e successivamente nel 2012 alla pubblicazione dell’EP “Trias” (canzoni di punta “NoSen” e “Nuvole di Vetro”).
Concentrandoci sulla diffusione di queste ultime produzioni, inaspettatamente abbiamo riscosso un buon consenso da parte del pubblico a livello radiofonico, live e televisivo. Proprio in quest’ultimo ambito siamo riusciti ad inserirci in vari canali: tramite il programma UZONE abbiamo ottenuto alcuni passaggi televisivi su Mediaset Italia 2 dove siamo ancora nella top 100 dei video più trasmessi sul loro sito 16mm; inoltre abbiamo partecipato ad una intervista + unplugged via skype per la webtv messicana SayYeahTV, seguitissima con collegamenti contemporanei da cinque Paesi dell’America latina.
Nel 2015 siamo tornati ad essere il duo originario (Antonio e Matteo) con la collaborazione di musicisti occasionali: in questa nuova fase, sperimentando l’utilizzo di musica elettronica, si è delineato uno stile Electro Rock. Abbiamo iniziato così le registrazioni del nuovo album. Nel 2015 inoltre con nostra grande soddisfazione è stato aperto il nostro canale ufficiale su Vevo (BaryonyxVEVO) con il video della canzone “Nuvole di Vetro” (Trias) e del singolo “Voce84” anteprima del nuovo album. Nel 2016 abbiamo quindi pubblicato “Fuori il Blizzard”, nostro primo LP, con sonorità Alternative Electro Rock e distribuito fisicamente e digitalmente in Italia e nel mondo.

-Baryonyx è un nome davvero curioso, ha, per caso, un significato particolare? Come l’avete scelto?
Abbiamo scelto questo nome principalmente per una questione di intraducibilità: spesso accade che band o artisti che cantano in italiano si presentino con un nome d’arte in inglese. Per questo motivo abbiamo puntato su Baryonyx, intraducibile in tutte le lingue nel mondo e che strizza anche un po’ l’occhio alla nostra passione da bambini per i dinosauri dopo l’uscita di Jurassic Park.

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
Generalmente prendiamo ispirazione da artisti underground come noi: abbiamo sentito spesso ci accostarci ai Subsonica per il cantato. Tra noi abbiamo gusti anche differenti ma posso riassumerli dicendo che ascoltiamo i Verdena e i Litfiba che dal punto di vista dei testi sono molto ispiratori, gli Oasis che musicalmente hanno avuto una grande influenza su di noi e qualche retaggio ska-punk di Antonio come Shandon e Punkreas che nell’ultimo album sono sfociati nella canzone “Bonacciale”. Diciamo che ad ogni modo vogliamo scostarci da un genere predefinito, ci piace definirci originali nel senso che puntiamo ad avere un sound e dei testi difficilmente riscontrabili altrove. È un obiettivo difficile ma speriamo di raggiungerlo.

-Qual è la maggiore fonte di ispirazione per i vostri testi?
Abbiamo sempre voluto incentrare i nostri testi su un connubio tra i problemi esistenziali dell’uomo e la descrizione del mondo che ci circonda. Le tematiche dell’EP “Trias” erano più evanescenti con richiami allo spazio/tempo, ai buchi neri, agli universi paralleli mentre con “Fuori il Blizzard” abbiamo puntato a dire qualcosa di più concreto a chi ci ascolta. Per le nostre prossime produzioni vorremmo evolverci ancora verso uno stile di scrittura più chiaro e magari fare anche qualche brano con un messaggio più preciso. Ovviamente questo non vuol dire che vogliamo rinnegare quanto fatto fino ad ora ma ci piace evolvere sempre verso qualcosa di nuovo.

-Ritenete che la vostra musica abbia un obbiettivo specifico?
Credo che la musica abbia prima di tutto l’obiettivo di trasmettere emozioni e volendo anche qualche messaggio. La nostra musica non ha obiettivi specifici se non cercare di coinvolgere i nostri ascoltatori in un qualcosa di diverso, far spendere quei pochi minuti della loro vita in una esperienza particolare sperando che vogliano tornare a sentirci. Non sarebbe male raggiungerlo, ce la stiamo mettendo tutta.

-Cosa ne pensate del panorama musicale italiano?
Credo che la musica italiana stia attraversando un momento davvero difficile. Tra la musica commerciale e quella underground il divario sembra davvero incolmabile ma credo che questa situazione non sia destinata a durare a lungo. Invito tutti i nostri colleghi artisti e musicisti a non farsi abbindolare da etichette di basso profilo che in cambio di denaro promettano chissà quale risultato in poco tempo. C’è da lavorare duramente e spesso anche a costo di delusioni e sacrifici per molto tempo. La strada è dura ma non è impossibile, basta crederci sempre ed investire in modo oculato.

-Qualche novità in vista che magari vorreste condividere in anteprima con noi?
Al momento siamo al lavoro sulla promozione del nuovo album e possiamo dirvi che stiamo progettando di girare un video ufficiale in una location davvero mozzafiato che poi caricheremo sul nostro canale di Vevo (BaryonyxVEVO). Vi invitiamo quindi a venirci a trovare sui nostri canali social per restare in contatto sulle nostre novità e su possibili concerti. Vi ringraziamo ancora un saluto dai Baryonyx!

Per saperne di più sui Baryonyx:

Grazie Ragazzi, per questa intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

 

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