Bridgend: L’intervista ad una band emergente di Bologna!

Bridgend Rebis Intervista

Bridgend è un gruppo post rock con influenze progressive e psychedelic. Andrea Zacchia, il fondatore della band, ci racconta, in quest’intervista, un po’ la storia e le peculiarità del progetto. Scopri qualcosa in più su di loro leggendo anche la recensione dell’album Rebis e l’articolo a loro dedicato!

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Bridgend è nato come un progetto solista nel 2015 durante la mia permanenza in Galles, in quei mesi ho composto e scritto il concept “Rebis”. Al mio ritorno in Italia nel 2016 ho registrato e masterizzato il disco presso il Polistudio Recording di Roma, co-producendo il tutto insieme all’etichetta Orange Park Records. Ad oggi si sono aggiunti al progetto il bassista Lorenzo Sirani Fornasini e il batterista Denis Kokomani.

-Com’è nato il nome “Bridgend”? Ha un significato particolare?
Bridgend è appunto il nome della cittadina Gallese dove ho vissuto durante la composizione di Rebis! In italiano si può tradurre come “fine del ponte”, non ho mai avuto dubbi che fosse il nome giusto per un progetto post rock/progressive!

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
Il primo nome che mi viene in mente è quello dei Mogwai; rimasi impressionato, durante un loro concerto, dal muro di suono che erano in grado di produrre e decisi di approfondire in quel senso il sound generale del progetto. Il secondo nome è quello dei Marillion, fonte di ispirazione sopratutto per quanto riguarda le strutture e lo svolgimento di un concept album progressive. Infine citerei i Pink Floyd, soprattutto quelli degli ultimi album, per i momenti introspettivi e minimali di cui si tinge spesso il disco.

-Qual è la maggiore fonte d’ispirazione per i vostri testi?
Come fonte di ispirazione principale c’è sicuramente la filosofia hindù dei Guna su cui si basa tutta la storia, ma molti riferimenti del disco riportano al mondo dell’alchimia. “Rebis” in primis è un termine alchemico per definire “l’unione degli opposti”.

-Ritenete che la vostra musica abbia un obbiettivo specifico?
Sicuramente quello di coinvolgere l’ascoltatore nella storia che raccontiamo. Sia nell’ascolto del disco sia durante i nostri concerti ci auguriamo che il pubblico venga assorbito e coinvolto nella nostra musica.

-Se doveste descrivere il vostro album “Rebis” con una parola, quale sarebbe? E perché?
Viaggio. Perché è sì la storia di un viaggio, quello di Rajas verso l’isola di Rebis, ma è anche un nostro viaggio personale, ed è, come quello di Rajas, pieno di dubbi e difficoltà ma anche colmo di curiosità e passione.

-Qualche novità in vista che vorreste condividere in anteprima con noi?
Presto racconteremo la storia di “Rebis” in giro per l’Italia e a breve inizieremo a mettere le mani su del nuovo materiale per il prossimo disco!

Per saperne di più sui Bridgend:

Grazie Ragazzi, per quest’intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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