Confession of a Traitor “Illuminate”: Metalcore con sorpresa! | (Review: Nolèg)

Confession of a Traitor

Grinta, energia e determinazione è ciò che distingue i Confession Of A Traitor, band metalcore inglese presente oramai dal 2013 nella scena underground.

I 5 ragazzi, Steven (vocals), Jack (guitars), Tony (bass), Dominic (guitar) e Seb (drums), già con il loro primo EP si guadagnarono importanti partecipazioni a grandi festival e tour in Europa e Gran Bretagna a fianco di altre band. Esibendosi con frenetiche performance e facendo crescere sempre più la loro notorietà tra i fan del genere, sono riusciti oggi a calpestare palchi anche in Russia come gruppo spalla agli Architects, Trapt e Caliban (band quindi note nell’ambito underground in questione). Tutto ciò nel giro di soli 4 anni! Che dire, davvero molto sorprendenti!

E’ uscito da poco il loro nuovo EP “Illuminate“, ancora più energico e carico di prima. L’EP ha tutto: tecnica, riff adrenalinici, testi motivazionali, breakdown devastanti, metriche vocali in screaming graffianti ed altri elementi Metal, Metalcore e Hardcore non da meno. Musicalmente si sentono influenze quali Parkway Drive o Heart Of A Coward, ma con un sound veramente unico e “grezzo”, che risulta tale ad ogni ascolto.

Curiosa la frase presente negli stampi del CD “In the darkest nights even the dimmet lights still shine bright“, mirata a catturare l’immaginazione dell’ascoltatore, dando una vaga idea sul contenuto, perfettamente in sintonia con i brani. Copertina veramente ben curata, soddisfa i miei gusti, a tema con i 5 pezzi da ascolto non-stop per una durata totale di circa 20 minuti.

L’EP parte con”In Darkness, Ignite The Spark“, in cui si capisce chiaramente che i ragazzi non scherzano affatto. Riff iniziale di chitarra distorto, seguito da beakdown. Bhè non nego di aver iniziato a fare “sisi” con la testa già da subito. Scalpita già la mia stimolante curiosità.

Segue “For The Fires We Burn Are Boundless“, che resta, a mio parere, il pezzo più rude dell’EP. Esso ha, infatti, un andazzo molto più “aggressivamente continuo” rispetto agli altri brani, con il crash che picchia duro lungo l’intera traccia: Lo adoro. Adrenalina pura per tutto l’ascolto.

In “The Light We Posses Is Relentless” ho finalmente colto le grandi capacità di Steven, che alterna scream e growl con grande maestria, raggiungendo a tratti note gotturali elevate. A ciò seguono poi cadute in breakdown (comuni nel metalcore e in questo release), riff coinvolgenti e una batteria che mena imperterrita. In più, a sorpresa, quando il pezzo sembra finito, rieccoli riprendersi con un riff di chitarra, seguito dall’ennesimo breakdown e voce in scream a prova di vero Metal: straordinari. Tutto ciò non fa altro che incuriosirmi l’ascolto delle 2 rimanenti songs.

Through Struggle, Hope Will Anchor Our Souls” è un featuring con JT Cavey degli ERRA, un vero circlepit. Credetemi, è il pezzo più completo e accattivante dell’EP. Tecnica, profondità nelle linee vocali, break madornali su estensioni di chitarra spaventosi. Non mi sorprenderebbe se iniziaste a menare pugni al pavimento.

Sconvolgente arrivare a pensare come abbiano attraversato l’intero EP, con suoni e tempi tipici del Sound Metalcore, senza annoiare, non uscendo mai dai suoi standard. Ad un tratto, però, spezzano il tutto con l’ultimo brano: la concept song “Illuminating The Night“. Un intro pulito e melodico, clean voice che, inaspettatamente, è poi introdotta insieme a note di basso ambient pronto a far esplodere incisi diversi dai precedenti. Prende posto, verso la fine, un virtuoso solo di chitarra, che fa uscire definitivamente il brano dai “ranghi clean” in modo sorprendente e molto piacevole.

I Confession Of A Traitor hanno colpito duro con questo release, solidificando la loro presenza in scena.

Ascoltato senza sosta! Onestamente, ben fatto ragazzi! Siete riusciti a suscitare in me molta curiosità.

L’EP mostra quanto lontano siano arrivati come band e come sound. Hanno usufruito correttamente di tecnica, break e voci spinte.
Tuttavia, non sono soddisfatto al 100%, c’è ancora molto da lavorare per raggiungere i livelli di band già presenti nella metalcore underground firmata EU e USA, ma potete farcela!

A buon rendere.

Voto: 7 e 1/2

Nòleg

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