Estetica Noir – L’intervista ad una band emergente di Torino

Estetica Noir Intervista

Estetica Noir, band innamorata del passato ma altrettanto in grado di guardare al futuro. Affondano le proprie radici all’interno dei pilastri del dark rock e della new wave più passionale (The Cure, Killing Joke, Nine Inch Nails…), ma si aprono anche a sonorità più moderne ed elettroniche, ottenendo un risultato che non potrà che conquistare tutti gli appassionanti del genere. Scopri qualcosa in più su di loro con quest’intervista e leggendo l’articolo!

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Il progetto Estetica Noir nasce tra il 2012-2013, quando Silvio e Rik, dopo svariate esperienze musicali (una di cui condivisa in una tribute band dei Cure), decidono di formare una band con influenze e con sonorità wave. L’amore per Cure, Depeche Mode, Killing Joke e NIN fa sì che si crei uno stile particolare e riconducibile ai gruppi citati,ma in maniera molto personale. All’inizio c’è stata la ricerca di musicisti adatti, passando per la line-up con cui abbiamo registrato il primo ep nel 2014, fino all’attuale formazione con Paolo e Guido, quella del primo full lenght.

-Com’è nato il nome “Estetica Noir”? Ha un significato particolare?
Dal momento che inizialmente le parti cantate si alternavano tra italiano e inglese, volevamo un nome neutro, che non implicasse esclusivamente la scelta di una delle due lingue. L’intenzione era anche che ci fosse, ovviamente, un rimando al genere da noi proposto; dopo un lungo brainstorming lo abbiamo scelto tra i tanti, grazie al suggerimento di Stefania Saggese, la nostra prima fan e consulente (una sorta di vera e propria manager).

-Vi definite essenzialmente una band live: cosa significa precisamente?
Significa che, nonostante all’interno della nostra musica sia presente qualche elemento e arrangiamento elettronico, non ci presentiamo on-stage con la maggior parte della musica in base come molte altre band presenti nel panorama odierno del dark, ma prediligiamo un approccio puramente rock in questo senso, con 1/2 chitarre, basso e batteria, con il sudore, il suono caldo e le piccole imperfezioni che rendono “vera” e genuina una performance.

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
Come detto in precedenza siamo particolarmente legati al sapiente uso dell’elettronica dei Nine Inch Nails e alle armonie dissonanti e all’energia dei Killing Joke, oltre all’ovvio concetto che chiunque si avvicini al mondo wave/dark/goth non può prescindere da mostri sacri come Cure o Depeche Mode o, essendo in Italia, dai primi Litfiba. Molti di noi 20 anni fa erano anche particolarmente legati all’hard rock e al thrash metal, così come al prog o all’elettronica nelle sue varie forme; penso che questo ampio background influenzi spontaneamente la scrittura e l’arrangiamento dei brani, eterogenei tra loro e non legati pedissequamente a uno schema ben predefinito e già sentito migliaia di volte.

-È uscito da poco il vostro primo full-lenght “Purity”: qual è la canzone che vi ha più soddisfatto?
Ovviamente tutte le canzoni che sono entrate a far parte della tracklist definitiva ci soddisfano in egual misura. Tra di esse abbiamo poi scelto “Hallow’s Trick” come primo singolo (mentre con molta probabilità il secondo singolo estratto sarà “In Heaven”), per alcune loro ben precise peculiarità. In fase live ci soddisfano anche molto “Plastic Noosphere”, “Polarized” e “I Hate”, ed anche i due strumentali o “You Make Life Better” per le loro caratteristiche atmosferiche e la loro propensione ad abbassare i toni cercando un contatto più intimo con il pubblico.

Numerosi opening-act alimentano il seguito della vostra band; tra le aperture più prestigiose, spiccano quelle per band storiche quali Christian Death e The Chameleons: com’è essere la band di supporto di artisti di questo calibro?
Aprire per band di questo calibro aiuta ovviamente a crescere a livello professionale, nel momento in cui si riescono a carpire alcuni trucchi del mestiere come la capacità di stare sul palco e di coinvolgere il pubblico, oltre che a porre l’attenzione su sfumature di livello tecnico. Aprire per queste band rappresenta altresì una grossa opportunità a livello di visibilità e di prestigio. Da questo punto di vista, non finiremo mai abbastanza di ringraziare Lesley ed Electronation, che nel corso degli anni ci ha offerto sempre ottime opportunità (ultima tra le quali, il mese scorso, i francesi Norma Loy).

-Se riusciste a vedere attraverso gli occhi di un fan un vostro concerto, cosa pensereste di voi stessi?
Noi abbiamo la buona abitudine di videoregistrare tutti i nostri concerti; pensiamo sia una cosa molto utile per capire quali sono i nostri punti di forza e gli aspetti invece da migliorare. Quindi, come avrai capito, da questo punto di vista siamo abbastanza maniacali e di conseguenza il nostro punto di vista non potrà mai essere obiettivo. La cosa sicura è che non ci risparmiamo mai e ce la mettiamo tutta, trasmettiamo molta passionalità e, tanto per citare il titolo del nostro album, purezza, genuinità. Il feedback del pubblico è finora stato molto buono e questo ci fa ben sperare per il futuro. Speriamo nel breve periodo di riuscire ad avere più opportunità oltre i confini del nord Italia, così da poterci far conoscere meglio; siamo sicurissimi di avere tutte le carte in regola per poter essere apprezzati dal grande pubblico.

-C’è un episodio particolarmente divertente, che riguarda la band, che vorreste condividere con noi?
C’è stato un episodio divertente alcuni mesi fa, quando registrai le voci di “I’m Not Scared” e spedii i file ai miei soci per far sentire loro il risultato; dal momento che il mix era provvisorio, erano rimasti ad un volume esagerato alcuni cori su un ottava altissima…gli altri, ascoltandola, mi chiesero se avessi assunto un eunuco come special guest…

-Vi lasciamo l’ultima parola...
Innanzitutto ringraziamo tutti i lettori di Rock’s Temple e li invitiamo ad ascoltare “Purity” e a seguirci su Facebook e YouTube. Siamo convinti di aver fatto un ottimo lavoro e tutte le recensioni finora ricevute lo confermano. Pensiamo che la nostra visione del mondo e della musica new wave possa essere molto interessante per chi ha voglia di andare oltre i soliti schemi, per chiunque ama un connubio tra passato e presente, tra rock ed elettronica e per chi ama gli anni ‘80 e ‘90…
Siamo un nuovo tassello di questo grande puzzle che è la musica e forse uno dei tasselli che manca al vostro bagaglio di musica che amate.

Per saperne di più sugli Estetica Noir:

Grazie Estetica Noir, per quest’intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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