Evilgroove – L’intervista ad una band emergente di Bologna

Evilgroove

Gli Evilgroove, band bolognese Stoner rock/Grunge, nata nel 1997, e formata da cinque strabilianti elementi, ci parlano un po’ di loro! (Leggi anche la recensione del loro album Cosmosis).

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Ciao Rock’s Temple! Allora, la band è nata nel lontano ’97, non c’è stato un vero e proprio “progetto”, abbiamo deciso di provare insieme e da allora, nonostante vari cambi alla batteria, io Doc e Fraz non ci siamo mai allontanati.
Tante prove, demo, concerti, partecipazioni a compilation, tributi, cambi di formazione ed alla fine eccoci qua, con il nostro “gioiellino” Cosmosis, che racchiude i vent’anni della nostra storia. Sicuramente la formazione attuale è la più matura, grazie ad un professionista alla batteria come Sepo, ed anche per questo pensiamo sia valsa la pena aspettare..

-Prima vi chiamavate Sunburn, adesso Evilgroove… Come mai la scelta di cambiare nome? Ha un significato particolare?
In realtà no, non ha un significato specifico, anche se pensiamo rappresenti molto meglio la band e la sua sonorità rispetto a Sunburn.. Semplicemente ci piaceva come suonava ed il fatto che non ci fossero altre band con quel nome.

-C’è qualche band o artista che vi sta particolarmente a cuore? Se si, perché?
A grandi linee siamo molto affezionati a tutta la scena grunge/stoner/metal degli anni 90, sicuramente gruppi come Alice in Chains, Down, Tool, Black Label Society ci hanno influenzato un bel po’ e penso che questo salti fuori ascoltando Cosmosis… Anche se i gusti musicali di tutti e 4 sono molto eterogenei, si va dal jazz ai Meshuggah..

-Quali sono le principali tematiche di cui trattate?
Le tematiche affrontate sono varie, in generale un tema abbastanza ricorrente è lo stato della società odierna e dei rapporti umani, visto da un’angolazione piuttosto disillusa e se vogliamo “dark”…

-C’è un episodio particolarmente divertente, che riguarda la band, che vorreste condividere con noi?
M: Mi viene in mente un concerto di qualche anno fa… Il nostro ex- batterista Val arrivava di fretta direttamente dal lavoro, ma nel tragitto ebbe un “disguido” alla pompa di benzina cospargendosi di gasolio.. Risultato: la puzza sul palco era insostenibile, e si sentiva fin dal pubblico..

-Cosa ne pensate del panorama musicale italiano?
Come vent’anni fa, quando abbiamo iniziato. Se si guarda quello che viene proposto e spinto dai media e dalla “grande distribuzione” viene una gran tristezza. L’underground invece è come allora vivo e vegeto, e non solo nel nostro genere.. Per fortuna oggi grazie alla rete ed ai social è un po’ più facile farsi conoscere e trovare realtà musicali altrimenti sconosciute…

-Secondo voi, su cosa dovrebbe puntare una band per farsi conoscere? E voi come vi muovete in questo campo?
Puntare sulla qualità, e suonare qualcosa che ti rappresenti a fondo, senza pensare per forza di piacere agli altri. Viviamo in questo sogno forse utopistico dove chi è veramente bravo e propone qualcosa di valido, prima o poi i risultati li ottiene. Secondo noi è inutile avere magari un’immagine perfetta o un look “cool” se sotto sotto quello che proponi non è niente di che. E’ anche per questa convinzione che non siamo certo la band più prolifica del pianeta, ma almeno abbiamo fra le mani un prodotto che ci soddisfa e rappresenta al 100%. Ovviamente speriamo non piaccia solo a noi!

-Vi lasciamo l’ultima parola…
Ringraziamo infinitamente voi di Rock’s Temple per lo spazio che ci avete dedicato per quest’ intervista, e anche per la splendida recensione del nostro album! Invitiamo tutti a cercarci, su Facebook, Youtube, insomma ci trovate facilmente.. Ciao!!

Grazie anche a voi Evilgroove!

STAY ROCK! 😉

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