Linkin Park “Hybrid Theory”: L’eredità Ibrida di Chester Bennington | (Review: Mystisk Død)

Hybrid Theory

Hybrid Theory è, nella storia del gruppo, nell’olimpo come uno dei lavori più rappresentativi del quintetto statunitense insieme a ‘Meteora‘ e ‘Reanimation‘. Pubblicato il 14 Ottobre del 2000, il disco vanta di ben oltre 27 milioni di copie vendute in tutto il mondo ed è stato certificato disco di diamante in patria.

L’artwork dell’album, a mio parere, non solo sintetizza tutto il concept, ma introduce anche la ‘filosofia’ del gruppo, difatti il soldato con le ali di libellula simboleggia il carattere “ibrido” della musica dei Linkin Park: Il soldato rappresenta l’aggressività del Metal, le ali di libellula la leggerezza e l’orecchiabilità del Rap.

I temi trattati nelle 12 Tracks sono in parte basati su pezzi vecchi del gruppo (all’origine chiamato Xero, con Mike Wakefield alla voce) citando le parole del rapper Mike Shinoda: “I testi esprimono emozioni che provi tutti i giorni e di cui puoi parlare.”

Hybrid Theory è una finestra aperta alle nuove sonorità del 2000 (millennio caratterizzato dalla nascita di nuovi generi musicali) ed è caratterizzato dalla fusione tra il Metal e il Rap, due generi apparentemente diversi, derivanti da culture differenti.

L’album segue la linea di sonorità Hip Hop: Scratch del giradischi di Joseph Hahn che si alternano con i Riff di chitarra di Brad Delson, la batteria di Rob Bourdon con il rapping e il beat di Mike Shinoda riesce a fondersi in contemporanea allo Scream e alle Clear vocals di Chester Bennington; Tutto ciò è maggiormente sottolineato nelle Tracks “Be myself“, ” Crawling“, “One Step Closer“, ” In The End“, “Pushing me away” e “Runaway“.

Possiamo denotare nell’album le influenze musicali e vocali derivate da gruppi come Depeche Mode, Stone Temple Pilots, Korn, Nirvana e The Roots. In aggiunta, con Hybrid Theory, i Linkin Park sono stati tra i primi insieme ai Korn, Deftones (i primissimi iniziatori) e Limp Bizkit, ad introdurre il genere musicale Nu Metal.

Promuovo a pieni voti il disco, non solo per le tecniche musicali e canore, ma anche perché il gruppo è riuscito a incanalare musicalmente le dinamiche più cruente e buie come la violenza, la depressione, tentativi di suicidio, traumi che Bennington ha tragicamente subito durante la sua adolescenza e che lo hanno portato a togliersi definitivamente la vita pochi giorni fa.

Forse Hybrid Theory è la più significante “eredità” che Bennington e compagni hanno lasciato a tutti i loro fan e al Nu Metal.

VOTO: 10/10

RECENSIONE DI:
Mystisk Død.

Hybrid Theory- Tracklist:
1. Papercut
2. One Step Closer
3. With You
4. Points Of Authority
5. Crawling
6. Runaway
7. By Myself
8. In The End
9. A Place For My Head
10. Forgotten
11. Cure For The Itch
12. Pushing Me Away

E voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

STAY ROCK 😉

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