Nya: L’intervista ad un’artista di Enna

Nya Intervista

Nya, un’artista a tutto tondo: cantante, musicista, autrice ed anche insegnante! Viene da Enna e ci parlerà un po’ di lei in quest’intervista! Seguitela e buona lettura!

-Raccontaci un po’ la tua storia e com’è nato il tuo progetto solista.
E’ nato tutto così in fretta e spontaneamente, ed ero così piccola.. che non ricordo di preciso il momento in cui ho iniziato davvero. Ma sicuramente la mia vita è stata sempre accompagnata dalla musica. Ricordo però la prima canzone scritta, quello sì: era da poco morto mio nonno e ho voluto provare a creare qualcosa che per me sapeva di magico: una canzone. Ho sempre scritto frasi, pensieri.. ma non avevo mai avuto il coraggio di unire la musica a quei pensieri. Quell’avvenimento particolare, a soli 13 anni, mi diede la spinta per cominciare. E non ho più smesso….

-Hai iniziato a studiare musica a soli 5 anni, prima pianoforte e, successivamente, chitarra, violino, canto e batteria: come mai, alla fine, la scelta di diventare una cantante?
In realtà quando ero piccola, nella mia stanzetta, di nascosto, ho sempre cantato sperando di non farmi sentire da nessuno, neanche dai miei genitori. Prendevo il bastone della scopa e lo usavo come asta e facevo finta di essere una pop star! La musica mi è sempre piaciuta e tutt’ora, certe volte, ho solo bisogno di suonare e basta.. Il problema era la timidezza. Ero così timida che suonare uno strumento era più facile, perché lo strumento stesso ti fa da scudo e ti “protegge” dagli occhi puntati addosso. Cantare da questo punto di vista è un po’ diverso: la voce già di per sé è così intima che si fa fatica a tirarla fuori tutta e subito, in più sul palco senza nessuno “scudo” ma solo tu e la tua voce rischi di sentirti “nuda”. Ma io ho sempre saputo di voler fare questo nella vita e a un certo punto mi son detta: basta essere timida, devo tirare fuori il carattere se voglio fare la cantante.
Dopo vari corsi di teatro e canto… la timidezza cronica è andata via e l’ho trasformata in forza.

-Quale genere musicale ti caratterizza?
Sicuramente il pop. E mi dispiace quando sento dire in giro che il pop in quanto pop è più facile sia da cantare che da suonare. Le etichette non mi sono mai piaciute, soprattutto se riguardano qualcosa o qualcuno a cui tengo. Quindi cerco sempre di far capire che fare “pop” non è meno importante del fare jazz, soul, blues… Sono tutti generi belli e difficili, ognuno deve fare solo ciò che più sente dentro. Posso cantare anche io un pezzo jazz, ma
sono sicura che mai riuscirò a trasmettere qualcosa come quando canto pop.
Da un paio di anni, inoltre, mi sono avvicinata anche alla dance, lavorando con l’etichetta di Hit Mania.. e non lo avrei mai detto ma.. adesso mi appassiona pure quel genere lì!

-Hai partecipato a numerosi corsi e workshop: ritieni che siano importanti per la crescita di un artista? Una parola che descriva cosa ti hanno lasciato?
Decisamente. Incontrare persone che fanno questo lavoro quando ancora tu sei uno studente, ti può dare molti spunti di riflessione. Ricordo ancora un workshop con una cantante londinese (Katye Krykant): io non parlo benissimo l’inglese e ai tempi lo capivo pure poco e in quel corso non ero l’unica. Ricordo che sul palco, durante una performance, ci capimmo tutti con un solo sguardo. Lei, appena finito di cantare disse: “Che meraviglia… pur non parlando la stessa lingua ci siamo capiti tutti. La musica ha questo potere. La musica è universale”. Ecco.. questo è solo uno dei tanti episodi che mi porto dentro nel cuore.

-Sei anche un’insegnante di canto: un consiglio da dare a tutti i cantanti che ci seguono?
Un consiglio che hanno dato a me e del quale mi ricordo ogni giorno è questo: “Rispettare sempre i colleghi”. Al quale io aggiungo: “Rispettare sempre la Musica”.
Rispettatela andando a vedere concerti, comprando le canzoni e non masterizzando i dischi, andando a sentire la musica dal vivo…. ma soprattutto bisogna dare tanta importanza al confronto. Confrontarsi con gli altri è fondamentale.

-Quali sono i primi passi, secondo te, che un artista emergente dovrebbe fare per farsi conoscere?
Per chi fa musica propria…all’inizio direi il “far girare il nome”. E’ un po’ come una canzone sentita sempre in radio: alla fine vuoi o non vuoi la conosci e la canticchi. Ecco, se la gente vede sempre il tuo nome in giro, si ricorderà di te e si incuriosirà.

-Qualche novità in vista che magari vorresti condividere in anteprima con noi?
Novità ce ne sono tante.. una tra tutte l’uscita prossima del disco MADE IN GRACE già anticipato dai singoli “L’APPARTAMENTO DI GRACE” e “IMMAGINA”. Ce ne sarebbero altre, ma purtroppo non posso ancora dire nulla.. 🙂

-A te l’ultima parola…
Ovviamente consiglio a tutti di fare un giro sulla mie pagine facebook e Instagram NyaOfficialPage o di dare uno sguardo al nuovissimo sito www.angelamadonia.com per avere altre informazioni.

Grazie Nya per quest’intervista!

STAY ROCK! 😉

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