Paolo Gianolio: L’intervista al Chitarrista, Arrangiatore, Produttore da 30 anni al fianco di Claudio Baglioni!

Paolo Gianolio

Paolo Gianolio chitarrista, polistrumentista da 30 anni al fianco di Claudio Baglioni, curando produzione e arrangiamenti su diversi dei suoi album. Tra i tanti figurano: Anime in gioco – AncorAssieme – Io sono qui – Buon viaggio della vita – Sono io – L’uomo della storia accanto – Crescendo cercando – Capitani Coraggiosi. Nasce negli anni 60 ascoltando la musica dei Beatles e dei Rolling Stones. Comincia con una chitarra regalatagli da uno zio, la “strimpella” finché capisce che quello sarà il suo strumento. Dopo aver terminato studi al conservatorio, approfitta di un’occasione propostagli da alcuni amici musicisti che conoscono la sua vena compositiva, cioè di fare un disco insieme. Da quella proposta nasce negli anni 80 un gruppo che diverrà famoso soprattutto negli Usa: i Change.
Noi di Rock’s Temple abbiamo avuto il piacere di intervistarlo!

-Raccontaci un po’ la tua storia e com’è nato il tuo progetto solista.
Essere nato in un momento storico così fondamentale per l’evoluzione musicale, ha influenzato il corso della mia vita. La curiosità e l’interesse per la musica nascono da affascinanti modi di proporre le idee, Beatles, Doors, Animals, Yardbird, Stones… La chitarra regalata da un’inconsapevole zio ha acceso la miccia per quello che sarebbe poi diventato il mio mondo. Lo studio e l’approfondimento hanno permesso di allargare la visione di questo mestiere, intrigante ma affascinante, fino ad arrivare al tempo di proporre le proprie idee.

-Hai un’esperienza musicale incredibile; hai lavorato con artisti molto importanti quali Claudio Baglioni, Mina, Vasco Rossi ecc.: com’è lavorare con artisti di questo calibro? Pensi ti abbiano lasciato dentro qualcosa?
La collaborazione con questi grandi artisti è stata un’ottima scuola che mi ha permesso di aprire la mente e allargare il mio modo d’interpretare la musica. Grazie alle loro differenti personalità intuisci quanti colori e sfumature nascono durante una session. Poi sono persone grandi perché fanno di tutto per metterti a tuo agio in modo da poter ottenere il meglio.

-In passato hai fatto parte di un gruppo divenuto famoso soprattutto negli USA, i Change, con cui avete ottenuto un disco d’oro: raccontaci un po’ di questa esperienza e dell’emozione che si prova a ricevere un tale riconoscimento.
Gli ingredienti per la riuscita di questa esperienza sono nati Paolo Gianolio, Mauro Malavasi e Davide Romani. Grazie all’estro compositivo e alla musicalità marcata è partita l’idea di questo progetto, nato un po’ per gioco ma cresciuto man mano con più interesse.
Farlo cantare in America è stata poi la ciliegina sulla torta che lo ha trasformato in un prodotto internazionale con un personaggio allora sconosciuto: Luther Vandross, cantante di grande spessore. Ricevere poi il disco d’oro ti riempie di orgoglio.

-E’ uscito da poco il tuo album Euritmia: ce ne parleresti brevemente?
Euritmia vuole raccontare la mia vita da musicista attraverso le esperienze che hanno plasmato la mia personalità. Nove brani, di cui quattro strumentali e cinque cantati. La voce, rispetto ad altri due lavori precedenti, è la novità. Mi sono messo in gioco come cantante e autore dei testi.

-Ritieni che la tua musica abbia un obbiettivo specifico? Cosa vorresti trasmettere ai tuoi ascoltatori?
Sono un “romanticone” e la mia musica è piena di sfumature gioiose ma anche intime e introspettive, io amo la melodia come tramite per esporre i propri sentimenti. Credo che chi ascolta musica abbia la libertà di interpretare come meglio crede il susseguirsi di note e armonie, l’importante è riuscire a rendere ciò possibile.

-Vista la tua esperienza, hai qualche consiglio da dare ai nuovi artisti emergenti che vogliono farsi conoscere?
La ricerca e la scoperta della propria personalità sono fondamentali per scoprire e alimentare la volontà, elemento chiave che sostiene la concentrazione essenziale per l’approfondimento e lo studio della musica. Mai sentirsi arrivati, ma cercare, complice la curiosità, nuovi obiettivi e seguire ciò che suggerisce l’anima.

-Qualche novità in vista che magari vorresti condividere in anteprima con noi?
A breve proporrò un piccolo spettacolo live in piccoli teatri, in giro per l’Italia.

-A te l’ultima parola…
Essere dove si comincia per cominciare a essere. Oggi è pensiero comune che quello che conta è avere tutto a disposizione. Io credo che ci sia bisogno di un po’ più di umiltà, un punto di vista che parta dal basso per capire quale direzione prendere. La brama, il possesso delle le cose materiali non aiutano certo l’immaginazione che sarebbe stuzzicata invece dal voler essere qualcuno. Ricordiamoci che è l’uomo che porta avanti la tecnologia e non il contrario.

Grazie Paolo Gianolio per quest’intervista!

STAY ROCK! 😉

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