ROBERTA GIALLO: un’artista unica! // Intervista alla vincitrice del premio Bindi

roberta giallo intervista

Roberta Giallo: Stravagante e interessante!

– Trovate maggiori informazioni su Roberta Giallo alla fine dell’intervista!

Se non la doveste conoscere allora informatevi subito!
Si tratta di un’artista da tenere d’occhio!
Oggi noi di Rock’s Temple abbiamo l’onore di presentarvi la vincitrice della 13ª edizione “Premio Bindi” 2017.
Stiamo parlando della bravissima Roberta Giallo, nota per la sua unicità e stravaganza…

L’artista si racconta a Rock’s Temple. Vi lasciamo all’intervista.

1) Benvenuta Roberta Giallo, siamo davvero contenti di poter dare spazio ad un’artista come te!
Ma approfondiamo la tua conoscenza: Com’è nata la tua passione per il canto e per la musica in generale?

“È nata più o meno da quando ho un ricordo “cosciente” di me.
Ricordo di avere da qualche parte in casa una musicassetta in cui c’è registrata una mia versione a cappella di “la casetta in canadà”. In questa cassetta ad un certo punto mio padre comincia a cantare insieme a me, io lo riprendo invitandolo a smettere. Secondo me perché stonava un pochino. Avevo tre anni.
Ecco, quello forse è il mio primo ricordo legato alla musica, e anche alla mia personalità… ero decisa! Poi a cinque anni ho cominciato a studiare il pianoforte e non poco distante da quel momento ad improvvisare melodie. Mi piaceva, mi divertiva. E presto realizzai che più che eseguire brani di altri mi piaceva comporre, inventare, improvvisare. Presi consapevolezza che “mi veniva più facile”, poi a 11 anni ho cominciato a scrivere canzoni e non mi sono più fermata… tra l’altro ad alimentare la mia ispirazione c’erano i numerosi dischi di mio padre, spaziavano dalla musica classica alla black music senza trascurare i cantautori italiani e il pop inglese etc… Niente, mi appassionai e sprofondai nell’ascolto e nella scrittura, anche perché ne traevo giovamento, mi rilassava, mi “curava” dai piccoli e grandi stress/mali della vita.”

2) Sei un’artista davvero particolare e “fuori dagli schemi”, come definiresti la tua musica?
“Non amo dare definizioni, forse a volte sono necessarie per dare l’idea delle cose, per “farsi capire”. Farò un tentativo in questo caso, visto che me lo domandate.
La mia musica è “trasversale”. Intendo dire che abbraccia vari generi, diversi stili ma anche diverse “epoche”. Non so spiegarlo, ma credo di fare una musica atemporale. Non inseguo le mode, non cerco di riprodurre quel che è in circolazione, cerco di “nutrirmi” ascoltando buona musica e andando ai concerti, ascoltando chi e ciò per me “è grande”. Non so se mi sono spiegata.
Sono una cantautrice, questo sì, questo posso dirlo visto che canto ciò che scrivo e spesso e volentieri mi accompagno, ma poi mi piace sperimentare, coinvolgere persone nei miei progetti e assorbire anche le loro attitudini e competenze per riversarle dentro le mie canzoni, per farle respirare meglio, ad ampio raggio…”

3) Hai arrangiato da sola tutti i tuoi brani?
“Quando arrangio le mie canzoni per “solo piano” arrangio tutto io, quando vado in studio no, mi servo delle competenze e delle capacità delle persone che mi affiancano “per scelta reciproca”: si collabora, si cercano vie e soluzioni insieme, si è complici. È molto importante trovarsi bene con i propri compagni di viaggio. Ogni arrangiamento è un viaggio… ripeto, bisogna essere complici.
Ho collaborato con diversi arrangiatori, “L’Oscurità di Guillaume” l’album che è uscito a gennaio 2017, è stato arrangiato da Mauro Malavasi che è partito da alcune mie soluzioni al piano per poi elaborarle. È stato molto bello lavorare con lui. Un Onore. Non sto parlando di uno qualunque; sto parlando di uno degli arrangiatori più talentuosi di questo secolo… non sto scherzando!
Molto entusiasmante è stato anche collaborare con Valentino Corvino, violinista e polistrumentista eccezionale, che ha arrangiato alcuni brani del mio Ep “Di Luce Propria” e il singolo “Animale”, muovendosi tra archi ed elettronica, scegliendo delle soluzioni molto insolite per l’attuale scena del pop italiano… sono molto felice di questi lavori, molto appagata.”

4) In media, quanto tempo impieghi alla lavorazione di un singolo album?
“Non so rispondere. Ci sono “tempi”, non un tempo. Un tempo per scrivere canzoni, un tempo per elaborarle; questi tempi non corrispondono al tempo passato in studio. Alcune canzoni hanno un tempo di scrittura di cinque minuti, altre addirittura di mesi, di anni… quindi possono confluire nello stesso album dopo essere state scritte in momenti/anni diversi e distanti. Realizzare un album per me non è solo un lavoro, ma è un “lavoro ispirato”, unico e irripetibile, non solo un fatto “tecnico” e di “consegna” nei tempi. I tempi sono variabili. “L’Oscurità Di Guillaume” rispetto ad altri lavori, per esempio, ha avuto una gestazione e un tempo di realizzazione molto lunghi, sono stata in studio diversi mesi… ma anche perché quell’album è in realtà collegato ad uno spettacolo teatrale e veniva portato avanti in concomitanza con l’elaborazione di quell’opera…

5) Hai intenzione di presentarti a Sanremo in futuro?
“Certo che sì! E speriamo bene… è uno dei miei mille sogni! Non solo per Sanremo in se stesso, ma per tutto ciò che può comportare un Sanremo fortunato e al quale in questo momento potrei arrivare con una forza, una determinazione e una maturità diverse da quelle di cui disponevo anni fa… sarebbe davvero un bel colpo per me!”

6) Ci sono artisti a cui ti sei ispirata in modo particolare?
“Tutto m’ispira. La vita di tutti i giorni è la mia prima fonte d’ispirazione. Poi, naturalmente, tutto ciò che ho ascoltato e che ascolto finisce con l’ispirarmi più o meno consapevolmente. Naturalmente non posso fare un elenco esaustivo di tutto. Però posso accennare: la musica classica, Bach, Mozart, Vivaldi, Puccini insieme alla voce divina di Maria Callas sono stati i miei primi ascolti/studi, poi il “vero” pop, i Beatles, che restano ad oggi il mio gruppo preferito, i cantautori Fabrizio De André, Luigi Tenco, Battiato, Lucio Battisti, Édith Piaf, Enya, The Queen, il jazz che per anni ho ascoltato live nei locali bolognesi… e poi, lo nomino per ultimo, ma resta il mio artista/spirito guida a cui sono più legata, il divino Lucio Dalla.
Inoltre, a parte i musicisti, mi ispiro anche ai poeti e ai filosofi, Giacomo Leopardi che è un poeta-filosofo che amo e torno a leggere di tanto in tanto, sicuramente mi ha ispirato e continua a farlo…”

7) Descrivi il ricordo più bello e quello più brutto legato al tuo percorso musicale.
“Uno dei ricordi più belli è stata la mia tappa ad Hong Kong, in luglio 2016 dove, in un immenso teatro sold-out, ho portato uno spettacolo musicale scritto e interpretato da me, accolto con grande successo ed entusiasmo dal numeroso pubblico.
Un ricordo molto brutto? La scomparsa di Lucio Dalla, artista immenso che ho avuto la fortuna di conoscere, il privilegio di frequentare, e la sfortuna di perdere in un momento cruciale. Ad ogni modo aver collaborato con lui mi ha arricchito a tal punto da conservare una lezione “eterna”, un ricordo immortale e luminoso, del quale ho fatto tesoro. Lo ringrazierò sempre per ciò che mi ha trasmesso e ringrazio la vita per avermi regalato questo incontro speciale.”

8) Cosa vorresti trasmettere con la tua musica?
“La mia anima. Emozione, sconcerto, quello che ho imparato. La mia percezione delle cose. Conforto. Euforia. Il “senso” della vita attraverso le sue sfumature… e quando dico senso non intendo “spiegazioni”, ma sensazioni. Sì, vorrei poter trasmettere le immagini e le vibrazioni che popolano il mio mondo interiore, la mia immaginazione, e la mia prospettiva del mondo esteriore. Non so, offrire spunti di riflessione, curare “le orecchie” e “l’anima” afflitte dal rumore e dal male del mondo.
Lo so, sono ambiziosa, ma se devo sognare sogno in grande e vi dirò, non si tratta solo di un sogno, ma di una specie di vocazione che comincia a restituirmi senso, soddisfazioni e “riconoscimento”.

9) Dopo la recente vittoria del Premio Bindi, quali sono i tuoi Progetti per il futuro?
“Che “nasca” bene il disco al quale sto lavorando e che raggiunga la mente e il cuore di chi mi conosce/segue già da tempo e quelli di chi magari mi conoscerà; che io possa continuare a girare l’Italia e perché no, anche il Mondo – come è già capitato – con i miei concerti, il teatro e tutte le varie performance… e poi sì, sogno Sanremo!
Inoltre sono in cantiere alcune collaborazioni “ibernate” che spero di scongelare presto…
In ultimo, ma forse la cosa più importante, che io continui a fare questo “lavoro” – che è anche e soprattutto una specie di vocazione – con la passione e la dedizione che ho conservato fino a qui!”

10) Un ultimo saluto a tutto il pubblico di Rock’s Temple…
“Un caro saluto a tutti voi che siete arrivati fino in fondo a questa intervista: che la musica ci “salvi” sempre dal rumore della vita!”.

Vogliamo complimentarci con Roberta Giallo per la sua meravigliosa carriera, facendole un grosso in bocca al lupo per il futuro! – La Redazione di Rock’s Temple

– Scoprite maggiori informazioni su Roberta Giallo continuando a leggere l’articolo!

Adesso vogliamo condividere con voi una delle canzoni più belle di Roberta Giallo (a mio modesto parere).

Qualcosa in più su di lei…

Roberta Giallo non è solo cantautrice, autrice e performer teatrale, ma anche pittrice e scrittrice.
Nata a Senigallia il 26 dicembre 1982, vanta diverse collaborazioni con artisti di una certa rilevanza (Lucio Dalla, Samuele Bersani, Valentino Corvino, gli Archè String Quartet, ecc.), mentre nel 2006 ha aperto i concerti di Sting, Carmen Consoli, Edoardo Bennato ed Alex Britti.

Leggete QUI la sua biografia competa.

Oltre a vincere l’ambito premio “Bindi”, ha ricevuto anche la targa “MIGLIORE CANZONE RADIOFONICA” per il brano “Le idee sono nell’aria”.
Ed è proprio con questa canzone che vogliamo lasciarvi…

Scopri QUI il sito ufficiale sull’artista.

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