Ru Fus – L’intervista ad un artista di Pisa

Ru Fus

Ru Fus, artista dall’esperienza ventennale che viene da Pisa. Il suo genere? Si muove bene tra hard rock e stoner rock tipico degli anni ’70-’90. Per saperne di più leggi l’articolo!

-Raccontaci un po’ la tua storia e com’è nato il tuo progetto solista.
Ciao mi chiamo Emiliano Valente e suono più o meno da metà anni novanta, principalmente come bassista ma in seguito anche come chitarrista. Ho fatto parte, in tutti questi anni, di diverse band della mia zona, che è Pisa, tra cui ti posso citare la prima incarnazione degli Zen Circus, con cui ho suonato dalla formazione della band alla pubblicazione del primo album ufficiale datato 1999, i The Bugz, con cui ho suonato a fasi alterne e con all’attivo diversi album, e i Reverberati, band di surf strumentale con all’attivo un album “Combat Surf” distribuito da Double Crown records. Nel 2014 e’ uscito il mio primo album solista, dove suono le chitarre e il basso, con la collaborazione di due amici musicisti alla voce e alla batteria, cui ha fatto seguito il mini Ep “Tales” e l’ultimo full-lenght “In Fabula” uscito ad agosto 2016, tutti album pubblicati sotto l’etichetta italo-inglese Ghostrecordlabel. Spero di non averti annoiato 😄

-Come mai la scelta del nome Ru fus?
In realtà non c’è un motivo preciso, mi piaceva qualcosa che ricordasse una delle mie band preferite, i “Velvet Underground”, dei quali considero il brano Venus in Furs il più bello.

-Hai fatto parte di numerose band tra cui gli Zen Circus, i The Bugz e i Reverberati: c’è una band tra queste a cui sei rimasto particolarmente legato?
Più o meno con tutti, anche perché quasi tutti amici da tempo, anche se purtroppo mancano le occasioni, più che altro causa lavoro, per poterci vedere spesso come prima.

-Qual è la maggiore fonte di ispirazione per i tuoi testi?
Direi avvenimenti o persone reali e non, che possono stuzzicare il mio immaginario più sinistro, come, ad esempio, la complessità della mente umana o le mutazioni spesso lente ma irreversibili di quello che ci circonda.

-Hai un episodio particolarmente divertente che ti fa tutt’ora ridere?
Qualche gaffe, soprattutto on stage, non è mai mancata e gli aneddoti sono veramente tanti, non saprei dirne una in particolare, ma ci siamo sempre divertiti molto.

-Hai sulle spalle vent’anni di carriera artistica: quali sono, secondo te, le differenze nel panorama musicale italiano tra i primi anni ed oggi?
Parecchie, io non sono un nostalgico di quelli della solita litania del detto “ai miei tempi…”, però ho avuto la possibilità di crescere musicalmente in una decade molto diversa da ora, dove si suonava, sudava e barcamenava tra centri sociali, occupazioni e cose simili. Un periodo dove quelli della mia età avevano gli spazi per contrastare l’artificialità e il vuoto che gli anni ottanta avevano lasciato a tutti i livelli. Pisa, poi, è sempre stata particolarmente ricettiva e sensibile a questo tipo di urgenza, quindi questo si rifletteva anche su una certa attitudine della scena musicale che risultava reale e sincera.

-Qualche novità in vista che magari vorresti condividere in anteprima con noi?
Ho già cominciato le registrazioni di un nuovo album, che sarà un Ep di quattro, massimo cinque, brani la cui uscita è prevista per primavera e sarà accompagnata da un video. Nel frattempo, ho altri brani da limare e che faranno parte del vero e proprio prossimo full-lenght previsto tra circa un anno. Ti ringrazio dello spazio concesso e ti segnalo, per chi volesse conoscermi, il sito www.ru-fus.it oltre i canali Facebook, Twitter ed Instagram a nome Ru Fus.
Ciaoo

Saluti anche a te Ru Fus e grazie per quest’intervista!

STAY ROCK! 😉

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