Aleksi Susi “That Ship is Still Waiting”: Sale sulla nave del cambiamento | (Review: Pier-X)

Aleksi Susi That Ship is Still Waiting Sale sulla nave del cambiamento (Review Pier-X)

That Ship is Still Waiting” – “Una sorpresa dunque questo disco, tanto lontano da quanto fatto sinora quanto affascinate e coinvolgente. Tre brani tirati e nemmeno troppo estesi; una collana di sole tre perle ma di un chiarore accecante, che con un sound minimal-chic e lasciatemi dire, una semplicità disarmante, si insinua prima nella pelle del collo alla quale è stata allacciata, poi nei muscoli, nel sangue e nel sistema nervoso fino a causare dipendenza.”

That Ship is Still Waiting” – “This record is a surprise. Very different from what he has done until now, but very fascinating and engaging. Three short songs with loud rhythms, like a three-pearl necklace made of blinding light, with a minimal-chic sound and a disarming simplicity that first insinuates itself into the skin of the neck to which it was clenched, then into the muscles, the blood and the nervous system to cause addiction.”

Aleksi Susi proviene dalla scena metal, e pure pesante, del profondo nord. Basta un nome per farvi capire di che pasta è fatto: Scent of flesh. Per questo sono rimasto molto sorpreso quando ho fatto girare questa sua nuova produzione nel lettore. In realtà la presentazione inviatami dalla casa discografica mi aveva un po’ preparato a questa sua metamorfosi perchè tra le note di presentazione di questo EP infatti, era ben evidenziata la svolta electro che il finlandese ha compiuto. Un conto sono le “brief notes” di presentazione, un altro l’ascolto.

Spiazzante e straniante, davvero non mi aspettavo un cambio di pelle così netto. Una sorpresa dunque questo disco, tanto lontano da quanto fatto sinora quanto affascinate e coinvolgente. Tre brani tirati e nemmeno troppo estesi; una collana di sole tre perle ma di un chiarore accecante, che con un sound minimal-chic e lasciatemi dire, una semplicità disarmante, si insinua prima nella pelle del collo alla quale è stata allacciata, poi nei muscoli, nel sangue e nel sistema nervoso fino a causare dipendenza. Potrebbe sembrare un esperimento incompiuto o il gioco di un bimbo che schiaccia i tasti del synth in maniera ripetitiva e banale….eppure…le canzoni funzionano, fanno muovere il corpo e viaggiare la mente.

Il breve disco suona come dei Crystal Castles senza l’ossessione per la ritmica esasperata, o come dei Kraftwerk che abbiano caricato con loro, in loop eterno sull’Autobahn, in una improbabile scena di autostop, i cure degli inizi.

In una lucida follia, eterea ed algida, Susi canticchia, biascica quasi, di una nave che sta ancora aspettando (That ship is still waiting) per portarci in vacanza verso mete assolate (Sunny beaches). Sembra quasi di percepire un’idea sottopelle, un bisogno dell’artista di allontanarsi da certe tempeste turbolente e devastanti, salpando verso spiagge di cristallo stabile ed eterno. Il Brano centrale dei tre, invece, suona terribilmente nostalgicwave ma con disincanto, proprio come quella sensazione disincantata dal retrogusto amaro che ci pervade quando partecipiamo ad una rimpatriata con la classe dei tempi del liceo (The class reunion).

Ancora immerso uno strano mix di sorpresa nostalgia, non mi resta che sperare in nuove produzioni di Aleksi sulla falsariga di questo sorprendente EP.

Voto “That Ship is Still Waiting”: 7

Recensione di:
Pier-X

Aleksi Susi – “That Ship is Still Waiting” Tracklist:

1- Sunny beaches
2- The class reunion
3- That ship is still waiting

LINKS:
https://www.facebook.com/AleksiSusiMusic/
https://twitter.com/AleksiSusi
Label: Secret Entertainment

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