Degrees of Truth – L’intervista ad una band emergente di Varese

Degrees of Truth Intervista

Degrees Of Truth: una band formata da cinque strabilianti membri, che con le loro capacità tecniche e il loro mordente Symphonic Prog Metal hanno piantato il seme di un roseo futuro (per saperne di più leggi l’articolo).

-Parlateci un po’ di voi, com’è nata la band? E la scelta del genere?
Il progetto è nato nel 2014 da un’idea di Gianluca (tastiere), a cui ci siamo aggiunti Graziano (chitarre) ed io; infine Luca (batteria) e Matteo (basso) hanno completato la line-up.
Quanto al genere, oltre a piacerci personalmente, si presta bene all’espressione dei temi che vogliamo trattare, ma soprattutto è un campo ideale per la sperimentazione; ci sono molte strade da esplorare nel Symphonic Metal e molti mezzi a disposizione, dalle orchestrazioni ai riff, dai numerosi stili vocali alle sezioni ritmiche più o meno complesse.

-Quali sono i temi trattati principalmente? Vi ispirate a qualcosa in particolare?
The Reins of Life è un concept album che parte dalla nascita dell’universo e della vita per poi focalizzarsi su ascesa e declino del genere umano. Protagonista principale è la Vita stessa, l’armonia del cosmo, in cui ogni forma mortale è parte di un Tutto che continua a esistere; perdere la consapevolezza di questo legame può avere gravi conseguenze per l’uomo. Abbiamo voluto dire la nostra su questi temi eterni, cercando di avere un approccio originale e di trasmettere le nostre riflessioni non solo tramite i testi, ma anche e soprattutto con la musica.

-Invece per la composizione?
Un’importante fonte d’ispirazione sono sicuramente le colonne sonore; è affascinante come il linguaggio musicale possa evocare immagini ed emozioni, creare l’atmosfera desiderata e far immergere l’ascoltatore in un nuovo mondo. Per comporre partiamo sempre dalla musica, dagli arrangiamenti, con particolare attenzione all’equilibrio fra i diversi timbri e all’interazione tra i vari strumenti, cercando di trovare soluzioni interessanti; solo alla fine inseriamo i testi, che renderanno esplicito il discorso già avviato dalla musica.
Ci piace sperimentare sui suoni, sulla struttura dei brani, sui diversi stili vocali, cercando nuove strade d’espressione.

-L’artwork è molto importante per un disco. Spiegateci il vostro.
L’artwork dell’album è stato realizzato da Gustavo Sazes, secondo alcune nostre indicazioni; in sintonia con il tema dell’album, rappresenta la struttura dell’universo, l’interazione tra microcosmo e macrocosmo, con allusioni ai rapporti matematici e alle leggi fisiche che stanno alla base del mondo. Accanto all’architettura dell’universo vi è poi quella umana, che proprio a quelle leggi attinge. L’artwork è dunque una sintesi di ciò che sarà affrontato nel concept.

-Cosa ne pensate della scena metal italiana?
Nel nostro Paese ci sono molte band, alcune anche molto valide, con musicisti dall’ottima preparazione; vi sono anche molte proposte originali, ma queste hanno spesso poca visibilità. Il problema, probabilmente, riguarda una limitata abitudine all’ascolto, un ascolto vero e attento, meno superficiale, aperto alla novità e alla riflessione, che superi i pregiudizi e la pigrizia intellettuale. Questo non significa non dare valore a una musica più “disimpegnata”, più “semplice”, che ha una sua dignità e importanza; è piuttosto un invito ad approfondire, a sfidare la propria mente. I progetti più complessi forse richiedono un secondo ascolto, ma possono dare molti stimoli. Ecco, queste proposte, che restano spesso nell’ombra, meriterebbero un po’ più di attenzione, considerando che il metal è da sempre un genere vasto e storicamente luogo di libertà espressiva.

Con chi vi piacerebbe condividere il palco un giorno?
Condividere il palco con altre band, dello stesso genere o di altri, è sempre un’esperienza importante; tra i grandi con cui ci piacerebbe suonare ci sono sicuramente Epica e Nightwish, ma la lista potrebbe davvero andare avanti all’infinito: Dream Theater, Kamelot, Blind Guardian…solo per fare alcuni nomi.

Vi lasciamo l’ultima parola…
Creare The Reins of Life e portarlo sul palco è stata e continua a essere una splendida esperienza, che ci ha permesso di lavorare con persone competenti e di imparare molto. Di certo però non ci fermeremo qui, c’è ancora molto lavoro da fare e chissà dove ci porteranno le infinite vie della musica…Abbiamo qualche novità in arrivo, perciò…stay tuned!

 

Per saperne di più sui Degrees of Truth:

Grazie Degrees of Truth, per questa intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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