Evilgroove: il loro debutto con “Cosmosis” | (review: Marco Durst)

Evilgroove Cosmosis

Pensate se tutti noi raccogliessimo dei piccoli frammenti durante il percorso della nostra vita, tutte le più piccole emozioni e sensazioni consolidandole e tirandone fuori un cimelio. Questo è ciò che hanno messo in atto gli Evilgroove, fondendo le loro esperienze e i loro ricordi per dar vita ad un disco straripante di sentimenti come “Cosmosis”. La band bolognese, nata nel 1997, è formata da cinque strabilianti elementi: Daniele ‘DOC’ Medici (guitar), Matteo ‘MATTE’ Frazzoni (bass), Luca ‘FRAZ’ Frazzoni e Christian Rovatti (drum), che con la loro passione e il loro entusiasmo hanno partorito un album energico, di uno stoner rock profondo con venature grunge che danno un tocco idilliaco all’intero progetto; Un percorso sonoro privo di eguali, nel quale immergersi con il cuore e con l’anima.

Il disco si apre egregiamente con “Turn Your Head”: un intro ritmica leggiadra, con una chitarra che spicca in lontananza emanando note paradisiache, prima che i roventi riff facciano il loro ingresso per dipingere le basi di un quadro che si prospetta alquanto interessante; Un puro e travolgente Rock!

Ci si innamora subito al primo ascolto di “Locusta”: una psichedelica intro spalanca le porte all’energia di uno stoner che riesce a farsi strada tra corpose ritmiche, mentre la dote vocale del frontman sovrasta le colline del suono, colorando uno sfondo sonoro in maniera esemplare.

L’adrenalina comincia a fluire con le prime note di “Space Totem”, che muta forma in maniera eccellente, aumentando di velocità ed arricchendo le proprie sonorità con il grunge; Il basso prevale sull’intero pezzo, avendo il ruolo da protagonista e trascinandosi dietro la sobrietà strumentale di un ottima band.

Questo basso sembra non voler placare la sua sete di fama, ed è in questo modo che apre il sipario a “I, The Wicked”: un encomiabile track con una miscela sonora che mischia diversi stili come il basilare stoner rock a diverse venature southern, che composte in maniera perfetta riescono a riportare alla mente gruppi come Corrosion Of Conformity e Pantera!

Un potente groove apre i cancelli a “Kick The Can”: un vero e proprio monumento della scena stoner! Riff anomali, che come edera, si arrampicano sul maestoso muro sonoro composto da imponenti giri di basso e profonde percussioni, il tutto elogiato dalla sublime dote vocale del frontman che solca i terreni fertili del successo.

Impossibile non rimembrare gruppi come Texas Hippie Coalition o Black Label Society con la rovente “Physalia”, che con tutta la sua energia diviene un inno alle sonorità metalliche. Se questa band avesse avuto il bisogno di farsi apprezzare, con questo pezzo è riuscita ad avere quel che voleva; Un mix senza fine che spazia dal prog  allo stoner, riuscendo ad unire due fronti in maniera esemplare.

Il viaggio in questo disco si fa interessante alle prime note di “Voodoo Dawn”: una struttura strumentale degna di nota forma il pezzo, enormemente riempita da un elegante sound sprigionato da questa band, che sa come intrattenere il proprio pubblico, attraverso infuocati break ed entusiasmanti colpi di scena.

Si arriva già completamente appagati alla possente “Soul River”, che con il suo lento ritmo evidenzia perfettamente ogni singolo strumento di questi ragazzi; Un pezzo fluido che scorre magnificamente fino al cuore dei fan.

E se il pubblico è già riuscito a toccare il paradiso con questi pezzi, gli Evilgroove lo mandano ancora più in alto con “What I Mean”: una track colma di sfaccettature che portano il loro stoner ai massimi livelli d’ascolto, inebriando le anime degli ascoltatori con un sound elettrizzante, fresco, che appaga lo spirito dei fan.

A concludere questo magnifico viaggio troviamo la tanto attesa title track “Cosmosis”, che con un sound determinato e profondamente corposo saluta elegantemente il pubblico, quasi lasciando l’amaro in bocca per una fine che non si sarebbe mai voluta.

A parer mio (e probabilmente quello di molti altri) gli Evilgroove non dovrebbero rimanere una band emergente sulle soglie del successo, bensì volare verso un roseo futuro! L’album è egregiamente strutturato, studiato nei minimi dettagli e con una tecnica strumentale da far invidia; Ogni traccia è un brivido di piacere. “Cosmosis” è puro spirito, capace di parlare attraverso la sua musica e di farsi vedere attraverso gli occhi dell’anima; Un cuore in grado di emanare vibrazioni attraverso i battiti del suo profondo stoner rock.

 

MARCO DURST

8.5/10

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One Thought to “Evilgroove: il loro debutto con “Cosmosis” | (review: Marco Durst)”

  1. […] Gli Evilgroove, band bolognese Stoner rock/Grunge, nata nel 1997, e formata da cinque strabilianti elementi, ci parlano un po’ di loro! (Leggi anche la recensione del loro album Cosmosis). […]

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