Modena City Ramblers “Mani come rami, ai piedi radici”: i MCR ci sanno ancora fare | (Review: Francesco952)

Modena City Ramblers Mani come rami, ai piedi radici Review Francesco952

“L’utopia è rimasta, la gente è cambiata la risposta ora è più complicata” è un pezzo di una delle canzoni più famose dei MCR (mia dolce rivoluzionaria) che potrebbe descrivere l’impatto dell’ultimo album della band folk rock modenese: la giusta ma complicata risposta per una difficile domanda da parte dei fan.
A quattro anni di distanza dal loro ultimo album con inediti, i Modena City Ramblers sono tornati con un nuovo album rilasciato il 10 marzo scorso: “Mani come rami, ai piedi radici“.
Questo nuovo lavoro dei Modena presenta, inoltre, una collaborazione di enorme prestigio: quella con i Calexico, band americana rock-tex.

Per chi non li conoscesse, i Modena City, sin dai loro primi album (1991), fanno parte della playlist degli amanti del folk rock italiano. I MCR sono riusciti ad incidere pezzi con fortissimo significato politico, divenendo, negli anni, spesso il sottofondo di cortei e il nome di nicchia di molti eventi della musica ribelle ai quali hanno partecipato.
Il 2005 ha segnato un anno fondamentale, in quanto il chitarrista Stefano Cisco Bellotti ha lasciato la band per intraprendere la carriera da solista.
Per alcuni fan dei Modena questo evento ha segnato il “declino” della band dopo quattordici anni di carriera. Questa critica, in realtà, alla lunga si è dimostrata infondata poiché, anche in assenza di Cisco, sono venuti fuori album, come “Onda Libera“, “Appunti partigiani” o “Niente di nuovo sul fronte occidentale“, che hanno mantenuto un certo fascino.

Valutare “Mani come rami, ai piedi radici” è inizialmente, come per molti album dei pezzi grossi, abbastanza difficile. Infatti, ascoltare album di artisti che hanno già fatto la storia, può rivelarsi tanto un’autentica delusione, tanto una sorpresa. In questo caso, la paura era che i MCR scadessero in ritmi commerciali (tutti ci cascano) o che addirittura abbandonassero il loro stile a favore di qualcosa di nuovo. Fortunatamente non è andata così. La struttura dell’album, infatti, rende quest’ultimo un piacevole viaggio fatto di storie ribelli e di ballate, il tutto mantenendo sempre quel sound combact folk e celtico – tipico della band emiliana – misto a ritmi gitani e spagnoleggianti di alcune track.

Partiamo da “Tri Bicer ed grapa“. Una canzone energica – scandita dai ritmi tzigani sopra citati – ed autobiografica, dove i musicisti si raccontano in un clima di sfogo e divertimento. In pieno stile MCR, italiano, inglese e dialetto trovano la loro massima armonia.

Successivamente il disco ci porta a “Grande Fiume“, dove avviene il passaggio dal suono gitano a quello celtico. Un testo emblematico sulla vita ci racconta il purificarsi dell’acqua di fiume nell’arrivo a mare.

Con “El señor T-Rex” (in spagnolo), abbandoniamo i temi complessi di “Grande Fiume” per immergerci in un pezzo più semplice che assume la forma di una ballata spagnola con impronte ska folk.

La stessa cosa avviene in “Welcome to Tirana” e “Sogneremo pecore elettriche?“, dove però il testo lascia spazio ad una più variegata interpretazione da parte dell’ascoltatore.

Sempre sulla scia dello ska-folk spagnolo, troviamo “Gaucho, io e te“, che ripercorre i cambiamenti intergenerazionali degli ultimi trent’anni. Per i fan storici dei MCR questa canzone diventa un autentico ritorno all’adolescenza.

In “My Ghost Town” notiamo da subito l’influenza dei Calexico nel cantato e nel testo.

In “Mani in tasca, rami nel bosco” e “A un passo dal cielo“, invece, vengono messi in primo piano i testi.

Ma è soprattutto in “Volare controvento” che ritroviamo, a tutti gli effetti, i vecchi MCR, tanto nella musica quanto nel testo.

In definitiva il nuovo album della band emiliana riesce a tramutare la nostra paura di un cd commerciale, nella certezza che lo stile dei Modena quello è e non si tocca, regalandoci a tratti delle novità, ma senza mai abbandonare le tanto care certezze: un autentico viaggio dallo stereo di casa nostra – o ipod – per il mondo.
ALBUM DA ASCOLTARE

Voto “Mani come rami, ai piedi radici” : 8,5\10

Recensione di:
Francesco952

Modena City Ramblers – “Mani come rami, ai piedi radici” Tracklist:
1. Tri bicer ed grapa
2. Grande fiume
3. El Señor T-Rex
4. Gaucho, io e te
5. Welcome to Tirana
6. Sogneremo pecore elettriche?
7. My Ghost Town
8. Mani in tasca, rami nel bosco
9. A un passo verso il cielo
10. Volare controvento
11. Ragas pin de stras
12. Angelo del mattino
13. Quacet putein

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